La Flora
La
vegetazione del territorio di Monterano è eccezionalmente varia e ricca,
proprio a causa delle diverse condizioni di esposizione, di umidità,
di altitudine e di composizione del terreno.
Le forre dei fossi Bicione e della
Fonte del Lupo sono coperte da una fitta vegetazione caratterizzata da
noccioli selvatici, castagni, nespoli, cerri e carpini,
e ospitano un sottobosco di edere, agrifogli, vitalbe,
rovi e felci, fra cui spicca la rara felce florida (Osmunda
regalis) e la lonchite minore (Blechnum spicant).
La valle sulfurea dove ha origine in Bicione, lungo il quale crescono ontani
e salici, è caratterizzata da erbe tipiche dei terreni mineralizzati,
quali il giunco e il falasco, mentre sulle alture sono presenti
tratti di macchia mediterranea (leccio, corbezzoli, erica,
edera, alloro, ornello) e di boscaglia caduca (cerri,
aceri, carpini, ornelli, biancospini con un sottobosco
di edere, vitalbe, rovi e pungitopo).
I vasti pascoli di Monte Angiano ospitano circa 30 specie di orchidee
(tra le quali Dactylorhiza maculata, Epipactis helleborine, Ophrys
sphegodes, Orchis simia) e alcuni rari ibridi naturali.
Tra
gli alberi presenti nell'altopiano monteranese vanno ricordati i fichi
e i bagolari, detti spaccasassi per le radici robuste. La parte
centrale della chiesa di San Bonaventura è occupata da un enorme
fico selvatico.
Infine la Bandita e la valle del Mignone ospitano pascoli non irrigui.
Da non dimenticare la grande varietà di funghi che si trovano
nei boschi del territorio.
Una curiosità: il vino che si coltivava sui colli monteranesi
era famoso per la sua bontà. In una relazione sui vini italiani del 1549,
il bottigliere del papa Paolo III definiva il vino di Monterano come la migliore
bevanda della penisola e la più gradita a sua Santità.
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